Gli implacabili Feldwebel (marescialli) erano letteralmente il terrore delle reclute e controllavano perfino i chiodi delle suole degli scarponi: le punizioni erano incessanti e consistevano in addestramento notturno, esercizi fisici supplementari, servizio di latrina per le infrazioni più lievi; le mancanze più gravi venivano punite con gli arresti in cella o anche con i ceppi.[9]. L'esercito austro-ungarico fece un esteso utilizzo delle bombe a mano, e ne aveva in dotazione una vasta gamma di modelli. Ai piedi si portavano scarponi di cuoio chiodati (Genadelte Schuhe) e fasce mollettiere. Merita una citazione inoltre il lanciafiamme, utilizzato per la prima volta dall'esercito tedesco nel 1915 e in seguito ampiamente usato anche dall'esercito austro-ungarico (Flammenwerferapparat) sia in modelli portatili, sia in modelli fissi da trincea, usati per difendersi dagli assalti della fanteria avversaria. Milano 1932 A. TOSTI - La guerra Italo-Austriaca, sommario storico, Alpes 1925 COMANDINI - L'Italia nei cento anni - Milano STORIA D'ITALIA Cronologica 1815-1990 -De Agostini CRONOLOGIA UNIVERSALE - Utet STORIA D'ITALIA, (i 14 vol.) In tarda estate cadde Przemyśl, principale caposaldo austro-ungarico in Galizia; sempre in Galizia, in autunno gli austriaci vennero duramente battuti da una formidabile controffensiva russa, a cui si aggiunsero le piogge e le nevicate a immobilizzare il fronte orientale. Anch'essa reclutava i propri uomini solo entro i confini dell'Austria ed aveva un proprio assetto organizzativo, logistico e amministrativo. Nell'esercito (anzi, "gli eserciti") austroungarico gli incentivi al riarruolamento erano molto attraenti (buona paga, ottime caserme, ottime condizioni di servizio, prestigio dell'uniforme) e ciò garantiva alle forze armate asburgiche un forte corpo di sottufficiali di carriera. In questo modo tutto l'insieme zaino-cinturone poteva essere comodamente sfilato e indossato. Per parte tedesca il documento fu firmato dal tenente colonnello Hans Lothar von Schweinitz e dallo SS-Sturmbannführer Eugen Wenner per conto rispettivamente del Generaloberst Heinrich von Vietinghoff-Scheel, comandante del Gruppo d'armate C e di Karl Wolff, comandante delle SS e delle forze di polizia tedesche in Italia. LE CAUSE. Da parte Alleata era presente il feldmaresciallo britannico Harold Alexander, comandante di tutte le forze Alleate nel teatro del Mediterraneo. Nel 1868, le concessioni fatte all'Ungheria vennero estese anche all'Impero d'Austria, che ebbe così anch'essa un parlamento, un governo, e un esercito (Landwehr) amministrato dal ministero nazionale della difesa austriaco (k.k. I due stati erano riuniti sotto la figura del capo dello Stato, imperatore d'Austria e re d'Ungheria, Francesco Giuseppe (1830-1916), il quale nella seconda metà del XIX secolo dedicò grandi attenzioni alle forze armate e le riorganizzò profondamente, per farne un apparato militare moderno e dotato di un'industria bellica all'avanguardia per i tempi. Questa sezione è ancora vuota. Fu il canto del cigno delle imperiali e regie armate: non c'erano ormai più le riserve e le scorte necessarie per sfruttare la clamorosa vittoria e ripianare le perdite che erano state comunque pesanti. Nel 1915, l'entrata in guerra dell'Italia vide l'Esercito imperial regio schierarsi anche sul fronte dell'Isonzo e del Trentino, a fianco dei Reggimenti della Landwehr austriaca. Sul finire dell'Ottocento Ferdinand Mannlicher sviluppò un sistema di ripetizione manuale per fucili, con otturatore a scorrimento rettilineo, semplice e affidabile, e caricatore a serbatoio fisso atto a contenere 5 cartucce; nel 1886 esso si presentava come la più avanzata arma del settore, rimanendo tale sino alla prima guerra mondiale. Ia ARMATA TRENTINO: GEN. PECORI GIRALDI : note e truppe suppletive o a disposizione : V CdA Gen. Gherai: 55a divisione: Brig. Se decideva di riarruolarsi alla scadenza dei 3 anni di "naja", poteva essere promosso Korporal (appuntato) e dopo 6 anni di servizio, Zugsfuhrer (sergente). Pur non essendo una componente dell'Esercito Imperiale e Regio in senso stretto, ma una forza armata a sé stante, la Gendarmeria (k.k. Rigidi regolamenti regolavano nei minimi dettagli il loro comportamento, in tutte le circostanze, anche le più futili, perfino la dote con cui dovevano sposarsi (fissata ad es. Lo stanziamento delle forze armate canadesi è pari a 21,8 miliardi di C$ che equivale al 1,14 % del PIL. Reichskriegsministerium, dal 1911 Kriegsministerium), e i suoi reparti erano detti "imperiali e regi" (kaiserlich und königlich - k.u.k.-/császári és királyi). La fanteria da montagna (k.k. Il loro livello di preparazione era molto alto ma non erano dei rigidi automi: dovevano sì conoscere perfettamente i manuali tattici, ma erano incoraggiati a improvvisare e ad adattarsi elasticamente alle situazioni sul campo, cosa che li differenziava alquanto dai loro colleghi tedeschi, ai quali pensare con la propria testa era rigorosamente vietato. Sul berretto, alla sommità della cupola, era fissata una coccarda metallica con le cifre imperiali (FJI, cioè Franz Josef I per la Landwehr e l'esercito comune imperiale e regio, IFJ per la Honvéd ungherese). L'uniforme ordinaria detta Dienstanzug (usata in servizio, in libera uscita, in guardia e in parata) della fanteria, sia dell'esercito k.u.k. Erano apparse nel 1914-15 sul fronte occidentale in Francia, ed state distribuite ai reparti austroungarici fin dal 1916 come armi "silenziose" per la lotta corpo a corpo durante le incursioni nelle trincee avversarie e negli attacchi e colpi di mano. È da notare che, come in molti altri eserciti dell'epoca, gli ufficiali austro-ungarici erano tenuti a vestirsi ed equipaggiarsi a proprie spese. 21 novembre 1943 - 26 ottobre 1944, Generalfeldmarschall Albert Kesselring (contemporaneamente comandante supremo del fronte sud-occidentale - Oberbefehlshaber Süd-West); 26 ottobre 1944 - 15 gennaio 1945 (interinale), Generaloberst Heinrich von Vietinghoff [1], Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Voci su unità militari presenti su Wikipedia, Ultima modifica il 15 dic 2020 alle 20:17, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Heeresgruppe_C&oldid=117292437, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Heeresgruppen-Nachrichten-Regiment 639 (639º reggimento trasmissioni; settembre 1939-maggio 1941), Heeresgruppen-Nachrichten-Regiment 598 (598º reggimento trasmissioni; dicembre 1943-maggio 1945). Francesco Giuseppe I considerava le forze armate una proprietà di famiglia, e sotto il suo regno (durato ben 68 anni) le forze armate erano state oggetto di grande attenzione: l'Imperatore si occupò personalmente dell'industria degli armamenti, della conservazione delle tradizioni e del retaggio dell'Armata Austriaca, aumentando ulteriormente il già notevole prestigio dell'istituzione militare. Nell'ultimo anno di guerra ciò divenne normale. Le reclute sorteggiate per il servizio di leva nella Landwehr avevano più probabilità di essere vicino a casa, perciò era visto con maggior favore. Come si vede, gli standard erano severi e ben superiori alla media del tempo e pressoché gli stessi di oggi. Le truppe di cavalleria reclutate nelle regioni sotto la Corona d'Ungheria erano assegnate ai reggimenti K.u.K. Le armate asburgiche non erano nemmeno più in grado di assicurare il rancio ai propri uomini. Armee), ereditando però struttura, organizzazione, tradizioni dall'antico apparato militare precedente. In ogni reggimento vi era una lingua reggimentale, parlata dalla maggior parte delle reclute e che anche gli ufficiali erano tenuti a conoscere. L'addestramento era meticoloso e durava non meno di 12 ore al giorno per le reclute. Feldjäger anch'essi fanteria di élite, erano invece organizzati in battaglioni. I militari addetti portavano come distintivo un bracciale giallo-oro con una striscia nera al braccio sinistro. Faceva parte del Genio imperiale e regio anche il reggimento telegrafisti con base a St. Poelten, su 4 battaglioni telefonisti e telegrafisti. Vittorio Asinari di Bernezzo Emersero poi subito le difficoltà di rifornimento e di trasporto che afflissero le forze armate austro-ungariche per tutta la durata della guerra. Se erano in servizio, con qualsiasi uniforme e in ogni circostanza, gli ufficiali e i marescialli (Feldwebel) erano tenuti a portare la sciabola (Säbel), che infatti permetteva di identificarli immediatamente, e che veniva sospesa ad un cinturino di cuoio (Säbelgürtel) portato sotto la giubba; all'elsa della sciabola era fissata la dragona (Portepee) in gallone dorato screziato di nero. Dopo un anno di servizio, il militare meritevole veniva mandato ad un corso caporali e promosso Gefreiter (caporale). Ciascun reggimento dell'artiglieria imperiale e regia contava 24 pezzi ripartiti in 4 batterie su 2 divisioni di 2 batterie (12 pezzi). L'uniforme era la medesima per tutti gli ufficiali sino al grado di colonnello: i generali avevano la giubba a doppio petto di colore grigioazzurro chiaro (Hellblau) e pantaloni blu notte con le caratteristiche doppie bande scarlatte ai lati, colletto dritto e polsini interamente ricoperti di velluto scarlatto e bordati da un passamano di gallone dorato lavorato a onde intrecciate. Si schieravano anche 8 battaglioni di pionieri, a disposizione dei comandi di Corpo d'armata e poi assegnati ad altrettante divisioni di fanteria come avveniva per il battaglione pontieri a cui durante la guerra se ne aggiunse un altro, per un totale di 20 compagnie di pontieri. Dicembre 17, 2020 Oltre che da polizia civile locale, fungeva anche da polizia militare e, in funzioni ausiliarie, da polizia politica, esattamente come la Gendarmerie francese e i Reali Carabinieri italiani. Al posto delle fasce mollettiere, gli ufficiali portavano gambali di cuoio a stecca, taluni sfoggiavano stivali a gambale alto (riservati in teoria alla cavalleria). A seguito della colonizzazione britannica i Maori persero gran parte delle loro terre, ma non cercarono comunque mai l’integrazione con altre etnie. Come nel resto dell'Europa, la cavalleria era considerata l'"arma nobile" e la più prestigiosa per un giovane ufficiale. Ma mentre gli Italiani si erano ormai pienamente ripresi, assistiti da imponenti forniture belliche, gli Austro-ungarici soffrivano terribilmente del blocco economico degli Alleati che isolava l'Impero dall'esterno. 1854 che, pur essendo di recente adozione, erano concettualmente superati, e sostituiti con il fucile Werndl mod. Il servizio variava di settore tra l'esercito vero e proprio, la marina, il Landwehr e il Landsturm. I distintivi di grado venivano sempre portati sul colletto ma le stellette erano ora in celluloide grigio scuro, meno visibili. Inoltre, le controffensive russe misero a dura prova le truppe imperiali che non avevano né la flessibilità operativa né la potenza di fuoco degli alleati Tedeschi. Nel 1914, l'imperiale e regio esercito era articolato su 16 Distretti militari che riunivano complessivamente 49 divisioni di fanteria (con solitamente 2 brigate ciascuna) e altrettante brigate di artiglieria, più un numero di brigate di cavalleria tra 1 e 2 per Distretto. Ma vennero acquistate anche molte armi all'estero: in particolare le mitragliatrici danesi Madsen e i moschetti automatici tedeschi MP18, utilizzati dalle Sturmtruppen (truppe d'assalto). Le mostrine riportavano inoltre i distintivi di grado, costituite da stellette a sei punte di celluloide o metallo per i graduati di truppa, e bordate da un gallone di filo d'alluminio argentato o dorato, per i sottufficiali. Successivamente l'Intendenza militare austriaca realizzò e distribuì, durante il 1915, degli indumenti più adatti, in cotone imbottito di cascami di lana, copiati da quelli comunemente usati dai contadini russi. Nel primo decennio del Novecento vennero introdotte anche delle pistole semi-automatiche (Steyr-Roth M1907 e Steyr M1912), piuttosto avanzate e molto ben fatte, in un potente calibro (9mmx23 Steyr), assieme alle mitragliatrici del tipo Schwarzlose (modelli m.07, M.07/12, M.16, M.16A), armi molto efficienti e poco costose che vennero prodotte in massa e utilizzate dall'esercito austriaco a partire dal 1907 sino al 1945 e quindi anche ben dopo il crollo della monarchia asburgica. DELLA OFFENSIVA FINALE DELLA GRANDE GUERRA. Partecipò alle campagne in Italia contro il Piemonte del 1848-49 (prima guerra d'indipendenza italiana), in cui sconfisse le forze del Regno di Sardegna a Novara. Tiroler Landesschützen. completava l'uniforme un berretto (Kappe) dello stesso panno e colore, con visiera in cuoio e fascia abbassabile fermata da due bottoni di osso. Poco dopo (1868) vennero anche spediti ai depositi i fucili Lorenz mod. Il comando del gruppo d'armate C, che fungeva contemporaneamente da comando supremo del fronte sud-occidentale (Oberbefehlshaber Südwest), fu schierato in Italia e assegnato al feldmaresciallo Albert Kesselring. Quando le condizioni delle armate austroungariche non furono più sostenibili, a causa anche della disgregazione politica dell'Impero (il 31 ottobre 1918 l'Ungheria aveva dichiarato la secessione e ritirato le proprie truppe) e dei continui ammutinamenti causati dalla fame che attanagliava l'intero esercito, venne stipulato l'armistizio con l'Italia del 3 novembre 1918 che entrò in vigore il giorno successivo. Di norma, una divisione era formata da due brigate di 2 reggimenti ciascuna. Lo sconfitto esercito serbo, compreso il comandante in capo Radomir Putnik, affrontò una penosa ritirata attraverso la Bosnia venendo poi tratto in salvo in Montenegro dalla Regia Marina italiana nel 1916. L'imperiale e regio Esercito dipendeva amministrativamente dall'Imperiale e Regio Ministero per la Guerra (k.u.k. Nel corso del conflitto ricevette la Croce di guerra … La linea del Piave cristallizzò le operazioni militari fino a primavera e nel giugno del 1918, nonostante le divisioni germaniche (le più efficienti) fossero state ormai richiamate sul fronte occidentale, lo Stato Maggiore austroungarico tentò un'ultima disperata offensiva sul Montello e sul Piave, con attacchi diversivi in Trentino (Operazione Valanga). Le stellette degli ufficiali erano invariabilmente in canottiglia dorata o argentata (a volte in vero filo d'argento o d'oro). Gendarmerie) era regolarmente assegnata alle unità militari a livello divisionale. Durante la prima guerra mondiale sulle mostrine vennero riportate anche le insegne di specialità (ad es. In comune ai due Stati restavano il capo dello Stato (Francesco Giuseppe I), la valuta (Corona austro-ungarica), la Difesa, gli Esteri e le Finanze. Il gruppo d'armate C fu costituito nuovamente il 26 novembre 1943 con il personale dello stato maggiore dello Oberbefehlshabers Süd (comando supremo del fronte meridionale) della Luftwaffe. All'Ungheria vennero accordate ampie autonomie, rendendola uno Stato nominalmente separato, con parlamento, governo, leggi, finanze e forze armate proprie (Magyar királyi honvédség), gestite ed amministrate da un apposito ministero della difesa magiaro (m.k. Dopo le sconfitte di Sadowa e di Königgrätz, i comandi militari e l'imperatore stesso capirono che le principali conseguenze della cocente sconfitta erano dovute essenzialmente agli armamenti ormai obsoleti e non al passo coi tempi. e r. Esercito comune erano identificati da un numero progressivo e da un titolare onorario (Inhaber), di solito un generale dell'esercito o un monarca straniero: ad es. aerostieri, automobilisti, mitraglieri, telegrafisti, ciclisti ecc.) I tre reggimenti addetti alle ferrovie erano sotto controllo del ministero dei Trasporti tramite lo Hilfsorgan (organo ausiliario), diviso in una sezione competente per il personale (che ammontava a 34.000 uomini in tempo di guerra) e una per il materiale (43.350 cavalli e 7.600 vetture in tempo di guerra)[7]. L'artiglieria imperiale e regia, che aveva la stessa organizzazione tattica dell'artiglieria Landwehr e Honvéd, era organizzata in reggimenti, assegnati alle Divisioni dell'Esercito, e in brigate assegnate ai Corpi d'Armata[4]. Kriegsmarine, la marina da guerra, nel comando supremo, di cui faceva parte direttamente la cancelleria militare imperiale e regia presieduta dall'Imperatore. Veniva poi promosso Unterfeldwebel (vicemaresciallo). Le feste dei reggimenti italiani (1) Le forze armate italiane nel secondo dopoguerra (1) Le guerre coloniali (4) Le guerre di indipendenza (9) Le Medaglie d'Oro ai reparti (1) Le Medaglie d'Oro della Grande Guerra (35) Le Medaglie d'oro della guerra d'Abissina (4) Le Medaglie d'Oro della Seconda Guerra Mondiale (177) Le missioni di pace (6) Landwehr), dall'esercito nazionale reale ungherese (k.u. Il 1916 vide anche la distribuzione ai reparti combattenti delle maschere antigas, le Lederschutzmaske 1916 di fabbricazione tedesca, senza dubbio il miglior modello di maschera antigas della guerra, in cuoio trattato con filtro a cartuccia separato e intercambiabile che fissò lo standard per tutti i modelli successivi. anche per gli Ulani i pantaloni erano rossi, e anche per loro con l'inizio delle ostilità nel 1914 l'uniforme tradizionale venne ben presto abbandonata a favore di quella da campo Feldgrau usata da tutte le truppe austro-ungariche: tuttavia, le caratteristiche bustine in panno rosso degli Ulani furono portate, anche in prima linea, fino alla fine della guerra. Ma poiché la figura dell'ufficiale era considerata la personificazione vivente dell'etica militare, essendo considerati idealmente diretti eredi dei cavalieri medievali asburgici, ad essi era richiesta un condotta esemplare in tutte le circostanze, dominata sempre dall'onore che assurgeva a vera religione, qualunque fosse la loro estrazione. Gli Ussari aggiungevano alla giubba i caratteristici ed elaborati alamari ed indossavano uno sciaccò, a visiera, riccamente gallonato e con una coda di crine di cavallo nera, di foggia e colori differenti per ciascun reggimento, ma sempre con il fregio frontale metallico raffigurante l'aquila bicipite imperiale (a differenza degli Ussari dei reggimenti Honvéd, che portavano il fregio reale ungherese). Il Gruppo d'armate C (tedesco: Heeresgruppe C) della Wehrmacht è il nome attribuito a due diversi gruppi di armate costituiti durante la seconda guerra mondiale.. Teatri operativi Prima formazione. Le uniformi di gala erano poi addirittura sontuose, costosissime e tra le più eleganti del mondo, all'epoca. Il Gruppo d'armate A (tedesco: Heeresgruppe A) si riferisce a un gruppo d'armate, nell'ambito della Wehrmacht, costituito durante la seconda guerra mondiale. L'imperiale e regio esercito[1] era l'esercito comune dell'Impero austriaco (succeduto nel 1806 al Sacro Romano Impero). Area Storica della Difesa; Altri editori; Video. Tutti i manuali militari di addestramento dell'imperiale e regio esercito insistono molto sulla necessità di addestrare meticolosamente le truppe al tiro di precisione a tutte le distanze per sfruttare appieno le potenzialità delle nuove armi Mannlicher (che avevano una gittata massima di 2600 passi, 2000 metri circa, più che doppia rispetto ai modelli precedenti) e in effetti vennero realizzati e distribuiti tutta una serie di accessori per l'addestramento al tiro anche al di fuori del poligono: bersagli in scala, cartucce per il tiro ridotto, adattatori per il tiro a salve ecc. Tutta la cavalleria austroungarica aveva l'uniforme composta da giubba azzurra e pantaloni rossi per tutte le specialità tradizionali, anche se giubba e pantaloni variavano nel taglio tra le diverse specialità. Landstreitkraefte) della duplice monarchia asburgica). Ogni ufficiale era tenuto a comportarsi secondo rigide regole cavalleresche e vi erano sanzioni severissime per chi contravveniva a tale etica, considerando ciò un delitto molto peggiore di una mancanza in servizio. Le Forze armate turche, sono le forze armate della Repubblica di Turchia.Il comandante delle forze armate è il capo di stato maggior generale che lo esercita per conto del presidente della Repubblica, che è il Comandante supremo militare. In caso di conflitto, tutti e tre gli eserciti si riunivano sotto un unico stato maggiore, il k.u.k. Nel 1916 vennero assegnate a ciascun reggimento una batteria antiaerea e una di lanciamine, portando così le batterie a 6. Le armi e gli equipaggiamenti dell'esercito austro-ungarico dal 1914 al 1918. Al termine dell'addestramento di base, che durava 4 mesi circa, il soldato di fanteria doveva essere in grado di compiere 40 km di marcia in 8 ore completamente equipaggiato (l'equipaggiamento pesava 30 kg), 1000 metri di corsa in 5 minuti e di conoscere alla perfezione il proprio fucile, col quale doveva colpire una sagoma di dimensioni umane a 300 metri di distanza. Ciò non significò la fine delle operazioni sul fronte orientale, poiché le forze armate austroungariche continuarono a combattere contro la Romania, la guerriglia serba e i contingenti Alleati in Macedonia e Bulgaria. L'imperiale e regio esercito fu costituito a seguito del compromesso del 15 marzo 1867 (Ausgleich), che suddivise in due realtà statali autonome i territori della corona d'Austria (Cisleitania) e quelli del Regno d'Ungheria (Transleitania). Il 21 giugno 1941 fu ridenominata in Heeresgruppe Nord. Per legge, le spese per il suo mantenimento erano ripartite tra Austria (per il 63,6%) e Ungheria (per il rimanente 36,4%) e, complessivamente, le spese militari dell'Impero Austroungarico nel 1912 ammontavano a circa 670 milioni di Corone[5] (circa) comprendendo Esercito Comune Imperiale e Regio, Marina Imperiale e Regia, Landwehr e Honvéd per un'incidenza del 3,5% sul prodotto interno lordo. Con i comandi e i servizi un reggimento disponeva (in tempo di pace) di 1911 uomini. Gli ufficiali dei reggimenti di Feldjäger, Tiroler Kaiserjäger e della Landwehr austriaca portavano una giubba da servizio e parata di colore Hechtgrau (grigio-azzurro) simile al colore delle giubbe dei generali, e pantaloni del medesimo colore con doppie bande verde erba larghe 33 mm ciascuna. Ogni civile era tenuto a portare rispetto e obbedienza a chiunque portasse un'uniforme (la portavano anche gli studenti) e il trattamento economico dei militari era buono, paragonato alla media europea. Alcuni reparti durante il conflitto 1914-18, in luogo della giacca azzurra, ne adottarono una della stessa tinta di quella della fanteria di linea ma sempre provvista dei caratteristici alamari, in gallone grigioverde. L'esercito imperiale austriaco era sempre stato ottimamente addestrato e organizzato, e aveva un Corpo ufficiali tra i più professionali del mondo, ma occorrevano anche armi moderne e tattiche nuove: un'apposita commissione militare intraprese perciò delle profonde riforme, cominciando con l'abolire le assurde uniformi bianche, risalenti al '700 e che erano sempre state una caratteristica dell'esercito austriaco, con delle meno appariscenti uniformi blu. Organizzazione del Regio Esercito al 1915, su digilander.libero.it. I soldati italiani li chiamavano "cecchini", dal nomignolo "Cecco Beppe" con cui era soprannominato l'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe I; e da allora, il termine "cecchino" è diventato sinonimo di "tiratore scelto". Per tutte e due le nazionalità era previsto come copricapo uno sciaccò di feltro nero, con visiera e sottogola di cuoio nero, recante sul frontale l'aquila bicipite imperiale (reggimenti austriaci) o l'emblema reale ungherese (reggimenti ungheresi), con alla sommità una coccarda con il monogramma dell'Imperatore FJI (per gli ungheresi, IFJ). Il nostro primo post è dedicato a una delle più rare fra quelle concesse durante il più sconvolgente conflitto nella storia dell'umanità, l'ordine della Vittoria dell'Unione Sovietica. L'assegnazione delle reclute (al 20º anno di età) all'esercito comune o a quello nazionale avveniva per estrazione a sorte. Nel 1917, dopo le moltissime segnalazioni circa la notevole appariscenza dell'uniforme in battaglia, venne adottata una nuova mostreggiatura: furono abolite le mostrine di panno colorato rettangolare, giudicate troppo vistose, sostituite da delle semplici strisce verticali larghe 1 cm da cucire a 10 cm dal bordo del colletto. Similmente gli sciaccò degli Ussari ungheresi persero il loro trofeo di crine di cavallo e le uniformi blu rutilanti di cordoni dorati diventarono grigioverdi. Sui bottoni era sempre riportato il numero del reggimento, in cifre arabe per i Feldjäger e i reggimenti Landwehr, e cifre romane per gli altri. Ha firmato diversi volumi, La battaglia decisiva della seconda guerra mondiale è il primo pubblicato in Italia. Vennero perciò a galla i principali punti deboli dell'esercito austro-ungarico: se le truppe e i comandanti si erano comportati con valore e competenza, le tattiche di combattimento anacronistiche e inadeguate avevano trasformato le battaglie di movimento in colossali scontri frontali tra armate che costarono all'Austria-Ungheria terribili perdite (il 50% del personale di lunga ferma in servizio nel 1914[2]) senza apprezzabili risultati. L'igiene era scrupolosa, e il servizio sanitario era efficiente e bene attrezzato, gli ospedali militari numerosi. Ciascun reggimento disponeva di un'officina da campo mobile e di un parco automezzi. Il Gruppo d'armate C (tedesco: Heeresgruppe C) della Wehrmacht è il nome attribuito a due diversi gruppi di armate costituiti durante la seconda guerra mondiale. Uniformi, organizzazione, regolamenti di servizio, struttura e organigramma dei reparti seguivano il modello previsto per l'esercito comune imperiale e regio. I soldati che non soddisfacevano queste caratteristiche venivano assegnati ai servizi ausiliari, mentre i tiratori migliori o i militari più atletici venivano assegnati ai cacciatori (Feldjager) che costituivano l'élite della fanteria. L'elemento più evidente di tale dottrina tattica è senza dubbio l'elevato impiego dei tiratori scelti da parte dell'esercito imperiale e regio e degli eserciti austriaco e ungherese, durante la prima guerra mondiale, ben più di qualsiasi altro esercito: i tiratori scelti (Scharfschutzen) erano professionisti, quasi sempre sottufficiali, selezionati con grande cura in base all'abilità nel tiro e alla ferrea disciplina. Nel 1918, vennero nuovamente riorganizzate, con due reggimenti di artiglieria campale mista (cannoni e obici) e un reggimento obici pesanti, ciascuno con 6 batterie. Nell'imperiale e regio esercito, infatti, lo stesso colore reggimentale era portato da 4 reggimenti: un reggimento austriaco con i bottoni argentati, un reggimento austriaco con i bottoni dorati, un reggimento ungherese con i bottoni argentati e un reggimento ungherese con i bottoni dorati.